004 – Blurred lines… la regola del Senna Suzuka 90 – Rossi, saranno 9 per gli annali e 10 sulla pista?

Scusate ma questa domenica era tempo di motori. Dispiace per la Fiorentina, mi fa un po’ paura il Napoli, Mourinho mi fa schifo eccetera eccetera.

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Sorvoliamo su Juventus Atalanta. Ho capito che era scontro di vertice visto che l’Atalanta aveva 5 punti in piu’ ma Rugani non e’ sceso in campo. Bene, hanno vinto. Bene l’Inter sta gia’ tirando la carretta e benissimo che la Roma e’ in testa.

Questo post e’ sul concetto di volere vincere ad ogni costo. Negli anni, ad ogni episodio dubbio in favore della Juve il commentatore “tecnico” di turno diceva “la Juve non ha bisogno di questi aiuti”. Senza entrare nel merito ma la polemica e’ praticamente la parte piu’ importante dello sport. Viva il moviolone e il commento del Lunedi. La polemica aggrega e divide. E’ partecipazione. I rugbisti dicono “il nostro e’ uno sport pulito, con regole chiare e sportivita’”. Infatti, non se lo incula nessuno.

Avere la Roma prima e’ come avere nel ciclismo il campione che fora e si attarda per cambiare la ruota – la Juve. I suoi compagni di squadra davanti al gruppo compattano e rallentano il passo permettendo al campione di recuperare.

Certo ci sarebbe da dire che la Juve funziona meglio senza Cuadrado che io sostengo da sempre essere un giocatore inutile a livello organizzativo: non crossa, sbaglia gol incredibili e sbilancia la squadra. Abbiamo anche capito che Pogba non sa scrivere o tirare i rigori. Io li darei un aumento di stipendio cosi’ si puo’ permettere un insegnate di calligrafia che gli spiega che sette si scrive 7 e non +.

E’ inutile dare giudizzi su 2-0 all’Atalanta. Bonucci ha promesso 3 vittorie di fila, Marotta dopo l’aperitivo ne ha promesse 10. Intanto siamo a 1.

La Roma, ai primi caldi primaverili si sfaldera’ come una barretta di Mars nel microonde. La capitale si surriscalda e i Rolex d’oro sono pratiche arcaiche. Lo ha dimostrato anche Ranieri qualche anno fa; a Roma e’ quasi impossibile resistere alla pressione mediatica. Sia Roma che Lazio hanno vinto lo scudetto facendo falsi in bilancio e banca rotta. Che il crimine finanziario sia percepito come un crimine diverso e’ un dato di fatto ma e’ pur sempre barare. C’e’ chi compra l’arbitro e chi compra giocatori con soldi che non ha. C’e’ chi ammazza il vicino di casa e chi truffa millioni di investitori togliendogli un futuro e va in cella di lusso come Madoff o Tanzi. Alcuni come Cragnotti sono addirittura liberi.

Interessante come Spalletti giusto ieri se n’e’ uscito con “Nel 2008 alcuni errori arbitrali ci penalizzarono nella corsa al titolo” che e’ stato pure riportato come “la Roma non vinse lo scudetto per colpa di errori arbitrali”. Ma come? Eravate piu’ onesti degli onesti? Ma allora e’ un sintomo incurabile della cultura italiana, quella del sospetto. Certo poi ci sono prove, prove omesse e sospetti. Un po come il discorso di Rumsfeld sulle armi di Saddam: ci sono cose che sappiamo di sapere, cose che sappiamo di non sapere e cose che non sappiamo di non sapere.

Ma allora, se non c’e’ cura per la non sportivita’…beh allora, se calciopoli non e’ servito a niente, se rossi e neri sono tutti uguali che tanto ci troviamo al bar per una Moretti… beh, allora, ridateci gli scudetti e pure i danni economici. No. Scherzo. Va bene cosi.

Ma la cultura della non-sportivita’ non e’ trademark italiano. Detto di Mourinho, il vincere a tutti i costi e’ molte volte sinonimo di barare piu’ che di caparbieta’. Vivere all’estero insegna soprattutto che gli italiani sono aspri critici di se stessi, cosa che per esempio i francesi non sono e i tedeschi lo sono solo all’ultimo minuto o quando e’ chiaro che sono stati beccati.

Che dire del fatto che la Germania compro’ voti per ospitare i mondiali nel 2006? Stupisce? No, volevano vincere.  E che dire del gol di mano che ha permesso alla Francia di qualificarsi contro l’Irlanda? Tutti sanno che l’arbitro e’ stato comprato. Mi pare che qualcuno ha tenuto pure la ricevuta ma non e’ successo niente. E che dire di praticamente tutti i ciclisti della storia del ciclismo su strada? Si, tanti italiani, ma Armstrong non e’ di Urbino, come Merckx non e’ di Chiavari e Contador non e’ cresciuto a Lampedusa.

Ma gli italiani agli occhi degli italiani sono un popolo incivile che neanche l’expo sanno organizzare. D’accordo ma poi se danno il premio fairplay all’Olanda nonostante il lungo track record di violenza di ogni tipo come la devastazione di Roma ma anche gli appuntamenti tra tifoserie in campi di patate per menarsi in tranquillita’, beh ecco magari bisogna essere un attimo piu’ oggettivi.

Ieri era il giorno dei motori e quindi parliamo di sportivita’ li:

Senna non era un pilota pulito, lo era di piu’ Prost, che pero’ simboleggiava la noia e il potere istituzionale (amico e connazionale di Balestre, capo della F1 anni 80). Quindi Alain negli occhi dell’opinione pubblica passo’ non solo per scorretto ma pure per stronzo. Nonostante il fatto che l’anno dopo Suzuka 89 Senna tento’ di ammazzare Prost con una speronata kamikaze alla prima curva. E i commentari della BBC lo ricordano dicendo “guarda, si vede che non tenta minimamente di frenare! Quello era Senna, un pilota che  non mollava mai”. Quando invece sarebbe piu’ opportuno dire: “Senna, pilota straordinario ma anche bastardo dentro che dopo Suzuka 1990 andava arrestato per tentato omicidio”.

Esagero? Guardate il video e considerate il livello di sicurezza, la velocita’ e l’intervista a Senna. “eh, mi ha chiuso la strada e non potevo passare”. E’ allora frena, no?

Ora Rossi – il nuovo Biaggi ( che tento’ di uccidere Vale con una gomitata in rettilineo a 200km/h) – viene accusato di non essere sportivo da Marquez e tutti tranne che gli italiani. Addirittura Marquez dice “per fortuna che non mi sono fatto male”. Almeno Senna grido’ al complotto dopo Suzuka 1989 e mai si sarebbe sognato di dire che poteva farsi male. Dai, Marquez, non ci credi neanche tu. Penso che invece Prost dopo Suzuka 1990 potesse gridare “assassino” senza problemi.  Ma si sa, Senna du Brazil, uomo focoso, bono e dannato mentre Prost, nasone, francese con espressione da Jonathan Banks in Beverly Hills Cop. BevHillsCop_025Pyxurz

Quindi Hamilton, pilota buzzurro alla Abel Xavier. Pilota che sta sul cazzo nel paddock tanto quanto Alonso. Pilota bravissimo che sa i suoi limiti. Ad esempio, sa che se lo sorpassano in pista non recupera mai. Psicologicamente si blocca. E lo sapeva ieri in quel di Austin. La sua mossa su Rosberg era alla Senna: “eh io ero li, purtroppo c’era anche quell’uvetta passa di Nico e per fortuna si e’ ricordato che io sono il numero 1 e non mi e’ venuto addosso”. Ognuno e’ libero di pensarla come vuole ma se applichiamo la regola Senna Suzuka 90, se Senna fosse stato Rosberg, avrebbe buttato Hamilton fuori.

A Rossi dovevano dare la bandiera nera. Penso che al di la’ del comportamento di Marquez, testata inclusa, dove Rossi ha sbagliato e’ stato nel praticamente fermarsi dopo la curva – era palese che era sfinito, che aveva perso il duello psicologico. Penso che il ginocchio sia un riflesso d’istinto, aggravato dal fatto che Marquez ha accellerato in quel momento il freno si e’ impigliato. Siamo tutti incazzati che Rossi ci prenda in giro con il “sono andato largo” quando e’ palese che ha raddrizzato la moto e bloccato la traiettoria a Marquez. Voleva che si fermasse e invece Marc ha tentato di passare applicando il principio Senna Suzuka 90. Vedendola in diretta pensavo che Rossi si fermasse e lo prendesse a botte.

La verita’ e’ che Rossi non e’ il pilota piu’ forte della MotoGP, non lo e’ dal 2009. E’ forse il quarto. E’ in testa perche’ e’ stato piu’ costante. Il che e’ una virtu’ perche’ anche Hayden ha vinto un mondiale vincendo 2 gare e 3 in carriera ma essere i numeri uno vuol dire umiliare gli avversari.

E’ ancora fortissimo, leggendario, il migliore di sempre (ma penso che Marquez vincera’ di piu’) e come molti campioni non capisce quando e’ ora di ritirarsi. Non tutti sono Cantona. Quasi tutti sono Del Piero, in panchina in India; Raul, nella serie B americana; Schumacher, che sopraffatto da deliri di omnipotenza e’ tornato a correre con una macchina non competitiva e con poco da dare allo sport (salvo tentare di buttare fuori Massa in rettilineo). No, non tutti sono come Cantona: “Buon giorno a tutti, mi sono rotto i coglioni di calciare un pallone, non mi mancherete e vaffanculo a tutti”.

Rossi ha tentato psicologicamente di distruggere Marquez e Lorenzo  come aveva fatto in passato con Gibernau, Biaggi, Hayden e Stoner. Lorenzo e Marquez se la ridevano in conferenza stampa. Ridevano di lui e non con lui. Questo era evidente. E in pista hanno dimostrato che sono piu’ forti. Marquez e’ indiscutibilmente di un altro pianeta in termini di tecnica e velocita’. Rossi doveva sapere che chi di mal ferisce (sorpasso a Stoner a Laguna Seca) di mal perisce (identico sorpasso di Marquez a Rossi – Vale si lamento’ che Marc lo passo’ li per umiliarlo).

Ora, politicamente, Rossi e’ a un bivio. Se pensa veramente di aver subito un torto non dovrebbe andare a Valencia e ritirarsi dalla MotoGP. Non ha senso dimostrare la propria superiorita’ in un sistema che giudichi marcio. Dovrebbe dire “io non riconosco questo mondo e non ne voglio fare parte”.

Se corre, beh, le probabilita’ di vittoria sono limitate. Poi c’e’ il biscotto spagnolo ma anche l’inciucio italiano. Ricordo che basta un pilota a caso che scivoli e butti giu’ Lorenzo. In quel caso Rossi sarebbe campione. Lorenzo lo sa e per questo considera la punizione ingiusta.

Comunque vada ci sara’ una morale.

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